Africa: Anche gli intersessuali nel mirino dell'intolleranza

Intersessuale ucciso in Kenya, arresti anti-gay in Africa
1998: in una zona rurale del Kenya meridionale Muhadh Ishmael nasce con al tempo stesso organi genitali maschili e femminili: è intersessuale. La famiglia lo cresce come una donna, ma lui si considera un uomo. Lo scontro, soprattutto dopo che inizierà a sviluppare il seno, è drammatico: i genitori lo chiudono in casa, gli proibiscono di uscire, vogliono che sia del tutto invisibile. 2014: Muhadh rimane orfano ed è affidato a uno zio, che non accetta la sua condizione e lo sottopone a violenze. 2015: con una scusa lo zio affida Muhadh a quattro sconosciuti, che presenta come cugini. I quattro uomini portano il ragazzino nel parco nazionale di Arabico Sokoke, lo denudano, lo drogano, gli tagliano via il pene e lo abbandonano lungo una strada. Un motociclista, per puro caso, trova Muhadh e subito lo porta in ospedale, dove cercheranno di curarlo e dove lui racconterà la propria triste storia.

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La Tunisia LGBT non si arresta

"Mentre i tunisini stavano festeggiando il premio Nobel dato al Quartetto per il dialogo nazionale tunisino durante la Giornata dei diritti umani [il 10 dicembre; ndr], un tribunale tunisino emetteva contro sei studenti una sentenza medievale sulla base di una madornale invasione della loro vita privata e della loro integrità fisica": con queste parole Amna Guellali, direttrice di Human Rights Watch in Tunisia, ha commentato la condanna inflitta contro sei ragazzi omosessuali da un giudice di Qayrawan, una grande città nel centro del paese [hrw.org]. Ai sei studenti universitari, tutti tra i 18 e i 19 anni, è stata inflitta la pena massima prevista per il reato di sodomia dall'articolo 230 del codice penale tunisino, cioè sei anni di carcere, ai quali si aggiungeranno altri sei mesi di prigionia per uno dei ragazzi che era in possesso di video pornografici gay sul proprio computer [gay.it].

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