Sei persone lgbt lapidate in Uganda

Torna la caccia alle streghe in Uganda, nonostante l'abrogazione della legge antigay da parte della Corte Costituzionale, con esecuzioni sommarie, mentre una parte del parlamento torna a chiedere la reintroduzione della legge antigay che prevedeva pene fino all'ergastolo. 
Sei persone lgbt (tre gay, due lesbiche e un/una transgender) sono state uccise mediante lapidazione in un'area rurale dell'Uganda. La notizia è stata diffusa da un testimone oculare del Friends New Undeground Railroad (un'associazione creata dai quaccheri che si occupa di diritti lgbt). «Sono stati uccisi mediante lapidazione -racconta il testimone- Uno di loro che è sopravvissuto (che ancora respirava dopo la lapidazione) è stato bruciato vivo usando del cherosene o della paraffina ed una scatola di fiammiferi». Un settimo uomo gay è stato aggredito dalla folla ed è morto il giorno seguente a causa delle lesioni riportate alla testa. Portato in ospedale, i medici gli hanno negato l'assistenza medica a causa della sua povertà ed impossibilità di poter pagare le cure. Le violenze nei confronti dei gay sono aumentate dopo la recente abrogazione della legge anti-gay (ritenuta incostituzionale dalla Corte Suprema ugandese per irregolarità nella sua votazione). Ciò ha portato ad una intensificazione dei messaggi antigay lanciati dai leader evangelici cristiani su stazioni varie stazioni radio locali. Ad essere strumentalizzato per alimentare l'odio è stato soprattutto il pimo Gay Pride celebrato nel Paese, motivo per cui molti dei partecipanti hanno dovuto tornare a nascondersi in seguito alle minacce subite. Si registra anche un'ondata di sfratti nei confronti di persone sospettate di essere gay mentre la stampa del Paese ha lanciato una vera e propria campagna di caccia alle streghe con cui invitare la popolazione a «stanare» le persone lgbt. Sul fronte politico, 215 parlamentari su 375 hanno firmato una petizione per chiedere una rapida reintroduzione della norma che prevede pene severe per i gay (la precedente invludeva la reclusione da 14 anni all'ergastolo). 

Fonte: Gayburg

Russia: Il torturatore dei gay condannato a 5 anni di galera


Maxim Martsinkevich, torturatore dei gay, è stato condannato a cinque anni di prigione in Russia. Il leader di Occupy Pedophilia è stato condannato per razzismo. Altri membri della sua banda sono in attesa di giudizio per le persecuzioni contro i gay Il torturatore di gay Maxim Martsinkevich è stato condannato a cinque anni di prigione in Russia. Il leader del gruppo omofobo Occupy Pedophilia, noto come Tesak (machete) era stato arrestato a Cuba lo scorso mese di gennaio per un ordine internazionale spiccato da Mosca e poi estradato al suo paese d’origine. Venerdì passato, 15 agosto, è stata resa nota la sentenza nei suoi confronti e che cioè dovrà rimanere in prigione per cinque anni. La condanna è per “registrare e pubblicare in Internet video razzisti” e non per le aggressioni omofobe che lo hanno visto protagonista in diverse città russe.

Interdiction de parler d’homosexualité dans les écoles de Vérone

Interdiction de parler d’homosexualité dans les écoles de Vérone
Après l'adoption d'une délibération homophobe du conseil municipal, un jeune gay a été agressé dans les environs de la ville italienne.


Fonte: Yagg.com (France)

Par 17 voix contre 12, le conseil municipal de Vérone a adopté vendredi 25 juillet une délibération interdisant la «promotion» de l’homosexualité dans les écoles de la ville. Un observatoire censé surveiller les spectacles et activités proposés aux enfants doit également être créé pour signaler aux parents d’élèves les enseignements qui seraient contraires à leurs croyances religieuses ou morales, alertent les associations Arcigay Pianeta Urano Verona et Arcilesbica Verona ainsi que le Centre LGBT de Vérone. UN MOUVEMENT CALQUÉ SUR LES «VEILLEURS» Cette proposition a été mise à l’ordre du jour par le conseiller municipal Alberto Zelger.

PRESIDIO CONTRO L'OMO-BI-TRANSFOBIA. - VENERDI' 8 AGOSTO

PRESIDIO CONTRO L'OMO-BI-TRANSFOBIA.

Venerdì 8 Agosto 2014 - ore 18 in Piazza Bra a VERONA


I gruppi GLBTQE di Verona (Circolo Pink Verona, Arcigay Verona, Arcilesbica Verona, Milk Center, Lieviti Verona, Romeo in Love) indicono un presidio venerdi 8 agosto 2014 dalle ore 18.00 alle ore 21.00, in Piazza Bra sotto il monumento equestre.

IL PRESIDIO E' STATO INDETTO PER:

Protestare contro l'ordine del giorno Zelger, approvato dal consiglio comunale di Verona mercoledì 23 luglio 2014.

Richiamare l'attenzione sulla grave aggressione a sfondo omofobico avvenuta il giorno 26 luglio ai danni di un ragazzo nel paese di Bussolengo;

Tutt* siete invitat* a partecipare

Per aderire al presidio scrivere una mail a: veronaglbtqi@gmail.com

Uganda: Legge antigay incostituzionale, abrogata.

E' con grande soddisfazione che apprendiamo che la legge legge anti-gay, varata in Uganda nel dicembre scorso tra le critiche internazionali, e' stata bocciata dalla Corte costituzionale di Kampala che l'ha definita 'nulla'. Secondo i giudici, il processo legislativo ha violato le regole costituzionali, dal momento che quando e' stata approvata in Parlamento, non c'era il quorum necessario di deputati. La normativa, entrata in vigore a febbraio, prevedeva il carcere a vita per gli omosessuali. Uno spiraglio di luce si apre nell'omofoba Africa.

Mahmoud e Ayaz non vi dimentichiamo - Nono anniversario

Sono passati 9 anni, ma non li vogliamo dimenticare. Era il 19 luglio 2005, quando nella città Iraniana di Mashad, due giovanissimi ragazzi furono processati ed impiccati per il solo fatto di essere omosessuali e di amarsi.Si chiamavano Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni. Le terribili immagini della loro pubblica condanna a morte fecero il giro del mondo, indignando le opinioni pubbliche e i governi di molti paesi, ma non fu abbastanza. Da allora nel mondo le atrocità e le persecuzioni contro le persone lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) sono continuate e addirittura aumentate. In moltissimi paesi sono in vigore leggi per punire, mettere a morte o limitare fortemente la libertà delle persone lgbt. Dall'Africa a tutto il Medio Oriente fino all' Europa dell'est. Non dimentichiamo la legge contro la "Propaganda gay" approvata nel 2013 nella Russia di Putin, che ha innescato una successiva ondata di violenza contro le persone lgbt in tutto il paese.

Ringraziamo L'attivista Michael Petrelis per la segnalazione della ricorrenza di quella tremenda esecuzione e per le iniziative che la comunità sta portando avanti nell'area di San Francisco in ricordo di Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni.

Post di Zeno Menegazzi

Sentinelle in guerra

Secondo il dizionario la sentinella è un soldato armato incaricato di fare la guardia ad un determinato luogo. E in effetti le sentinelle in piedi sono gli ultimi soldati di una guerra strisciante che va avanti da secoli, contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT). A guardia di che cosa? Ma semplice: di uno spazio di esclusione. L’obiettivo è escludere qualcuno e difendere privilegi. La loro guerra, i loro precedenti commilitoni, godevano di ben di più di uno spazio da difendere. Tutta la società era il loro spazio di privilegio, che si autodifendeva contro corpi estranei a cui quotidianamente si faceva una guerra diffusa: nelle famiglie, nella politica, nella società, nelle chiese, nelle scuole. I corpi estranei erano loro: le persone LGBT. Umiliate, invisibili, ininfluenti, inferiori. Poi accadde che lo spazio di guerra diffusa cominciò a restringersi, in tutta Europa e nel mondo occidentale. Persino nell’Italia presidiata dalla CEI e dallo Stato del Vaticano. Cominciarono a crescere gli alleati di quelle persone a cui si era fatta guerra. Le persone LGBT cominciarono ad essere orgogliose, visibili, un minimo influenti… e ad ottenere eguaglianza. Cominciarono a contestare seriamente la gerarchia superiore/inferiore in tema di amore e identità sessuali. Ed ecco che nascono loro, le sentinelle, terrorizzate dall’ipotesi che la società diventi veramente inclusiva, che tutti i cittadini e le cittadine siano trattati/e come eguali indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Poco importa che in questo ritorno di fiamma guerresco, ultimo colpo di coda di un esercito smarrito, si usino i libri e il silenzio al posto delle armi, poco importa che si faccia appello a valori liberali come la libertà di opinione. Le sentinelle usano il linguaggio dell’occidente liberale contro l’occidente liberale, contro l’occidente del primato dell’individuo sulla comunità. E per fare questo necessitano di fingersi aconfessionali e apartitiche quando sono meramente il polo di organizzazione e attrazione crescente di visioni confessionali tradizionalmente in guerra contro le persone LGBT o di destre conservatrici, reazionarie e variamente nazionaliste che propugnano il primato delle comunità sugli individui. I loro alleati spontanei, confessionali e partitici, in altri Paesi chiedono e ottengono morte e galera per le persone LGBT. Nell’occidente liberale dall’800 in poi la virata verso il primato dell’individuo ha liberato il tema dell’amore e rafforzato il tema dell’eguaglianza, e la famiglia oggi è sempre di più vista e vissuta come connubio di amore e persone eguali. Per questo, da semplice mito religioso, la famiglia è diventata diritto umano di tutti/e. Le sentinelle in piedi vigilano affinché questi temi culturali che hanno liberato e rafforzato l’individuo e le sue legittime aspirazioni di felicità (anche nell’intimità) rimangano lettera morta. Soprattutto per le persone LGBT. In piedi o sedute, silenziose o parlanti, a me queste sentinelle non paiono altro che il colpo di coda di una strisciante e secolare pratica di guerra ad esclusione ed eliminazione (simbolica, ma in certi Paesi anche fisica) di qualcuno, il canto del cigno di un esercito di privilegiati. Altro che difesa della libertà di opinione. 

 di Michele Breveglieri - Segretario Nazionale Arcigay

Integralisti omofobi: Boicottate la posta con sopra il francobollo di MILK

L'Associazione Anti - Gay Cristiana "American Family Association (AFA), intende lanciare il boicottaggio dei francobolli emessi dalle Poste Federali Statunitensi per commeorare Harvey Milk (1930 - 1978), politico, consigliere comunale e attivista per i diritti Lgbt amercicano, assassinato nel 1978 a San Fransico da un collega omofobo. Il messaggio dell'AFA è: " Non accettare posta ... se è timbro postale con il timbro Harvey Milk "
La notizia sta creando dibattito negli Usa, un paese che sempre di più, con il presidente Obama in testa, si sta aprendo ai diritti delle persone LGBT (acronimo che sta per: Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender), con i singoli stati che uno dopo l'altro riconoscono il matrimonio anche per le persone dello stesso sesso.


I gruppi di fondamentalisti o integralisti cristiani si lamentano di essere continuamente etichettati di essere gruppi che fomentano l'odio quando esprimono la loro "opinione" sulle rivendicazioni lgbt e sullo stile di vita degli/delle omosessuali. Ma è giusto chiedersi: Che cos'è altro, se non odio, il boicottaggio di un francobollo dedicato ad una persona assassinata solo per aver lottato per i propri dirritti e di altri suoi simili?

L'AFA, con un comunicato stampa, fornisce delle indicazioni ai "cristiani" su come gestire questo boicottaggio. Dicono che si deve "contrastare la lobby omosessuale che con la sua azione radicale intende incoraggiare le imprese a utilizzare questi francobolli - tutto in nome dell' inclusività , la correttezza politica e la diversità . Questa non è diversità; questa è perversione" .

Cosa invitano a fare:
1 . Rifiutarsi di accettare il timbro Harvey Milk se offerto dal vostro ufficio postale locale . Invece richiedete  un timbro di bandiera degli Stati Uniti .
2 . Rifiutarsi di accettare la posta a casa o in azienda se è bollato con il timbro Harvey Milk . Basta scrivere " Restituire al mittente " sulla busta e dire al vostro postino che non lo si accetta.
Fare in modo che il francobollo commemorativo venga ritirato dalle poste USA in seguito ad una valanga di rifiuti.
Chissà se l'AFA e tutti gli omofobi d'America riusciranno nella loro impresa di "Amore cristiano" verso una persona uccisa dall'omofobia violenta, ma sicuramente non riusciranno a fermare l'inarrestabile avanzamento dei diritti lgbt negli USA.


Post di Zeno Menegazzi
traduzione e fonte notizie da Patheos e altri stampa USA


I'M GAY AND MUSLIM

OMOSESSUALITÀ E ISLAM
LA SOCIETÀ MAROCCHINA FRA OMOFOBIA, SILENZIO E LIBERTÀ

h 17.00 | Martedì 10 giugno 2014
Università di Verona - Polo Zanotto
Aula 2.2

Discussione con Sara Creta, documentarista - reporter e Idriss Amid, dottorando in Culture Letterarie, Filologiche e Storiche Università di Bologna.
Presenta Lorenzo Bernini, responsabile scientifico del Centro di Ricerca Politesse – Politiche e Teorie della Sessualità Università di Verona.

Proiezione del documentario: I'M GAY AND MUSLIM di Chris Belloni

Sostengono e promuovono l'Iniziativa:

Politesse - Centro di Ricerca Politesse – Politiche e Teorie della Sessualità , Arcigay Pianeta Urano Verona, Milk Lgbt Center Verona, Circolo Pink Glbte Verona, Sportello Lgbt Migranti Verona


Elezioni Europee: Votate i candidati Rainbow!

Quale Europa avremo davanti dopo Domenica 25 Maggio? Un Europa che continua la sua strada verso i diritti lgbti in tutti i paesi aderenti, o un' Europa della paura e dell'odio piena di fascisti e omofobi? Non solo è importante che tutte e tutti andiamo a votare, ma votare per quei candidati "raimbow" che sono stati approvati dalla Campagna "A far l'Europa comicia tu"organizzata da Arcigay e Andoss, che ha visto mobilitati sul territorio tantissimi volontari e volontarie che hanno seguito ed intervistato i candidati di tutte le liste e in tutte le circoscrizioni. Sul sito della campagna www.cominciatu.eu sono stati pubblicati i nomi di quelli "Rainbow" approvati e da votare e di quelli sconsigliati.

:: Gli approvati e gli sconsigliati - http://www.cominciatu.eu/i-candidati/

Vi suggeriamo di leggere anche le interviste realizzate dalle e dai volontari ai candidati , fra cui c'è quella di Arcigay Pianeta Urano Verona a Camilla Seibezzi, candidata per la Lista Tsipras nella Circoscrizione Nordest ( Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia) :: http://www.cominciatu.eu/News/camilla-seibezzi-lattivista-rainbow-nella-lista-tsipras/

CONTRO L'OMOFOBIA COMINCIA TU! 17 Maggio

CONTRO L'OMOFOBIA COMINCIA TU!
Verona - 17 Maggio 2014

PROGRAMMA

15:30 - Introduzione
15:45 - Presentazione Sportello legale LGBTQI
16:15 - Proiezione del Video realizzato dal Gruppo Giovani Milk / Arcigay Verona
16:45 - Progetto omofobia nella scuola
17:00 - Presentazione della Campagna Nazionale Arcigay contro l’Omofobia
17:15 - Coffee Break
17:30 - Presentazione del rapporto europeo sui Crimini d’odio
18:00 - Presentazione e aggiornamento della campagna
           “A FAR L’EUROPA COMINCIA TU”
18:30 - Conclusione e a seguire aperitivo

In occasione del:

17 Maggio
Giornata Mondiale contro l’Omo-bi-transfobia

al MILK VERONA LGBT COMMUNITY CENTER
Via Antonio Nichesola, 9 - VERONA ( San Michele Extra )

Organizza: Arcigay Pianeta Urano Verona 
con Milk Verona Lgbt Community CenterArcilesbica Verona, Gasp e Arci Verona
Per informazioni: info@arcigayverona.org
www.arcigayverona.org - www.milkverona.it

NO - I giorni dell'Arcobaleno

Venerdi 31 gennaio 

ore 21 Proiezione e a seguire dibattito
Al MILK CENTER - Via Antonio Nichesola, 9 - Verona (San Michele Extra)

NO - I giorni dell'ArcobalenoCome la creatività e il coraggio sconfissero una feroce dittatura

Un film di Pablo Larraín - Cile, Francia, USA 2012
Vincitore di numerosi festival internazionali e candidato all’Oscar 2013


1988. Augusto Pinochet, da quindici anni dittatore del Cile, di fronte alle pressioni internazionali è costretto a chiedere un referendum sulla sua presidenza. I leader dell’opposizione convincono un giovane e sfacciato pubblicitario, René Saavedra, a guidare la loro campagna. Con poche risorse e un controllo costante da parte del despota, Saavedra e il suo team elaborano un piano audace con lo spot Chile l’alegria ya viene per vincere le elezioni e liberare il loro paese dall’oppressione.

Per informazioni:
cinema@arcigayverona.org 

Web e Blog:
www.milkverona.it - cinemaglbtverona.blogspot.it
FacebooK: Milk Verona Lgbt - Pianeta Urano - Cinema e Cultura

Comunicato stampa. Ricordare il passato per agire sul presente


Ricordare il passato per agire sul presente

Il 27 gennaio del 1945 furono abbattuti i cancelli di Auschwitz, uno dei luoghi simbolo dell’orrore della barbarie nazista. Fra le vittime di uno sterminio pianificato con sadica precisione ci furono anche omosessuali maschi (costretti a portare un triangolo rosa in segno di scherno) e lesbiche (contraddistinte invece dal triangolo nero, riservato alle persone “asociali”) – vittime a lungo cancellate dalla Storia ufficiale e a cui solo in tempi molto recenti si è iniziato a riconoscere il diritto alla memoria.
E se in Europa la fine del Terzo Reich non coincise affatto con la fine della persecuzione delle persone lgbt, tanto che si dovette aspettare decenni per la depenalizzazione dell’omosessualità in tutti gli Stati europei, in alcune parti del mondo il progetto di annientamento delle diversità continua con accanimento crescente. In due terzi degli Stati africani e in tutto il Medio-Oriente (con la sola eccezione di Israele), senza dimenticare il caso più problematico ma non meno preoccupante della Russia, sono tuttora in vigore, e non di rado applicate, leggi che costringono alla clandestinità e alla fuga persone unicamente “colpevoli” di avere un orientamento sessuale “non tradizionale”.
Nonostante la sua arretratezza culturale per molti aspetti, e le ben note carenze legislative in materia di coppie di fatto e di lotta all’omo-transfobia, l’Italia ha saputo accogliere molte di queste persone, in fuga dalla persecuzione e da contesti sociali violenti. Sono più di 60 i casi trattati in questi ultimi anni, quasi sempre con successo, dagli Sportelli istituiti in varie città italiane, fra cui Verona, per accompagnare i migranti lgbt nelle procedure di richiesta di asilo e di ottenimento dello status di rifugiato e per consentire loro di condurre un’esistenza finalmente libera e sicura.
Vogliamo quindi che questa Giornata della Memoria sia l’occasione per ricordare i drammi del passato, che fino a pochi decenni fa ci hanno coinvolto nei nostri territori e nel nostro continente, ma anche quelli del presente, poiché l’odio per la diversità, spesso fomentato dall’integralismo religioso, non cessa di fare vittime e di mettere a repentaglio la vita di milioni di persone. La memoria continua, con l’auspicio che in un futuro non troppo lontano il mondo diventi un luogo accogliente per tutte e tutti, e in cui potersi esprimere liberamente.  

Daniele Speziari
Coordinatore Sportello Migranti LGBT Verona