Respect gay rights, UN's Ban tells African leaders



http://www.youtube.com/watch?v=FodvsZ6gS1c
pubblicato da: Lorenzo Bernini

Remarks by Maurice Tomlinson, AIDS-Free World’s Legal Advisor on Marginalized Groups, upon receiving the inaugural ‘David Kato Vision and Voice Award’

London, UK, January 29, 2012, 6:00 PM

I would like to start off with a number of humble thank-yous. Thank you all for the tremendous honour bestowed on me this evening. Thank you to the International Planned Parenthood Federation for the vision in establishing and creating this Award. (Thank you Kevin for planting the seed a little over a year ago to the day!) To all on the Steering Committee (and to Frank its chairperson) and supporters who helped give a tangible shape to that vision. To all the fabulous people who worked tirelessly to organize this equally fabulous event—thanks in particular to Alastair, Daniel, Fiona, and the resource mobilization team at IPPF—you have all done David's memory proud.

Africa: Ban ki-moon chiede rispetto diritti gay

(ANSA) - ADDIS ABEBA, 29 GEN - Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto ai Paesi africani di rispettare i diritti degli omosessuali, nel suo intervento al vertice dell'Unione africana di Addis Abeba. La discriminazione sulla base dell'identita' sessuale e' stata ''ignorata o perfino approvata da molti Stati per troppo tempo'', ha detto. L'omosessualita' e' illegale in quasi tutti i Paesi africani, con rare eccezioni come il Sudafrica, e le discriminazioni nei confronti degli omosessuali sono frequenti.

ANSA

Fonte:http://www.ilmessaggero.it/ANSAviewnews.php?file=newsANSA%2F2012-01-29_129688865.txt
Pubblicato da: Lorenzo Bernini

Gay nigeriano torturato nel suo paese Rischia di essere rimpatriato dagli Usa

L'appello al presidente Obama dell'organizzazione per i diritti umani, EveryOne Group affinché le autorità Usa recedano dalla decisione di rimandare in Nigeria Becley Aigbuza, 28 anni, rifugiatosi in California, dopo aver subito in un carcere nigeriano sevzie e stupri. E' accusato di aver chiesto una carta di credito sotto falso nome

ROMA - Il Gruppo EveryOne 1, organizzazione per i diritti umani, ha lanciato questa mattina un appello al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al segretario di Stato, Hillary Clinton e al governatore della California, Edmund G. Brown Jr. per chiedere l'immediata sospensione del provvedimento di deportazione in Nigeria di Becley Aigbuza, ventottenne gay rifugiatosi da anni a San Diego (California), dopo aver subito in Nigeria terribili torture e stupri. Il giovane, che lo scorso anno aveva inoltrato al Governo degli Stati Uniti la richiesta di cittadinanza americana, è a rischio di espulsione per aver richiesto una carta di credito con un falso nome.

La storia di Becley. "Nel 2008," raccontano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne, che stanno seguendo il caso, "in un viaggio in Nigeria per fare visita alla zia paterna, scoperta la sua relazione con un ragazzo del posto, è stato da questa denunciato alle autorità di Benin City e prelevato da casa dalla polizia. Portato in una caserma, Becley è stato picchiato a sangue da alcuni detenuti, dopo che questi erano stati informati dai poliziotti della sua omosessualità, e poi torturato con l'acido da tre agenti, che lo hanno sodomizzato a turno, per ore, usando una bottiglia di birra. Il giovane gay si è risvegliato in ospedale, con gravi ferite ed ecchimosi su tutto il corpo, una mano rotta e un testicolo mutilato".

La sua testimonianza. Becley, racconta ancora EveryOne - che ha pubblicato la sua toccante storia sul sito web dell'organizzazione umanitaria, è riuscito a fuggire dall'ospedale e, grazie all'aiuto di un parroco che gli ha procurato un nuovo passaporto, ad imbarcarsi di nuovo su un volo per San Diego, dove dall'età di undici anni viveva con il padre. "Mio padre e tutti i miei familiari in Nigeria", ha raccontato in lacrime Becley agli attivisti del Gruppo EveryOne, "hanno giurato di uccidermi, 'per pulire l'abominio e la vergogna' che ho portato in famiglia col mio essere gay".

L'appello di EveryOne. E' stato inviato anche all'Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e a David Thorne, ambasciatore USA in Italia, dove l'organizzazione umanitaria ha la sua sede principale. "Chiediamo alla società civile" concludono Malini, Pegoraro e Picciau, "di inoltrare l'appello, reperibile sul nostro sito , agli indirizzi e-mail del dipartimento di Stato USA e della Casa Bianca pubblicati on line. E' fondamentale che si levino voci contro l'indifferenza e che preservino il ragazzo, che ha già subito immani violenze fisiche e morali incancellabili, nei suoi diritti fondamentali alla vita, alla libertà e alla dignità".


Fonte: http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2012/01/28/news/gay_nigeriano_torturato_nel_suo_paese_rischia_di_essere_rimpatriato_dagli_usa-28913623/
Pubblicato da Lorenzo Bernini

La comunità hijras in Pakista festeggia l'ottenimento del diritto di voto

Pakistan Today reports:

The jubilant eunuchs also celebrated the historical moment by dancing and singing songs. They showed their enthusiasm at joining the mainstream population of voters and announced full participation in the coming general elections.

It is an unfortunate reality that transgender people face a lot of problems, socially as well as economically, in Pakistan. The very episode related to recognition of their right to vote clearly illustrates the kind of treatment the transgender community has been subject to over the years.

Concrete and authentic data about the total population of transgender persons in Pakistan is not available. However according to a Dawn newspaper report:

Estimates put the number of gender confused persons in the country between 80,000 and 300,000.

Fonte: http://asiancorrespondent.com/74591/transgender-people-in-pakistan-excited-over-right-to-vote/ Pubblicato da Lorenzo Bernini

Comunicato dell'Ardhis (Francia) contro una nuova tassa sull'immigrazione

Discriminer par l'argent : la nouvelle stratégie anti-couples binationaux de même sexe

Par une circulaire du 12 janvier 2012, le Ministère de l'Intérieur vient d'instaurer une taxe de 110 € pour toute demande de régularisation de la situation administrative d'un étranger ou d'une étrangère vivant en France. 



L'Ardhis, association pour la reconnaissance des droits des personnes homosexuelles et transsexuelles à l'immigration et au séjour, dénonce cette  nouvelle mesure qui rend encore plus difficile la situation des couples  binationaux de même sexe et instaure une discrimination par l'argent.


Actuellement, pour l'étranger ou l'étrangère qui souhaite vivre en couple avec son partenaire ou sa partenaire, il est toujours nécessaire de passer une année  en France « sans papier » avant de pouvoir tenter une régularisation. Cette situation implique d'importants sacrifices financiers puisqu'un seul ou une  seule des deux partenaires est autorisé-e-s à travailler.


De plus, demander sa régularisation sur la base de la reconnaissance de sa vie commune avec un Français ou une Française est toujours une prise de risque, la réponse de l'administration française n'étant jamais garantie. La nouvelle taxe de 110 € sera perçue quelle que soit la réponse de l'administration.


En ajoutant aux difficultés déjà existantes un obstacle financier, la France marque une nouvelle fois son hostilité à la reconnaissance des couples binationaux de même sexe et son peu de considération réelle pour les victimes d' homophobie et de lesbophobie dans le monde.


L'Ardhis demande la suppression immédiate de la taxe sur les dossiers de régularisation des personnes étrangères vivants en France.


Fonte: http://www.ardhis.org/ Pubblicato da Lorenzo Bernini

Gay Tunisians speak out

Gay Tunisians speak out
by Farah Samti and Jaber Belkhiria
26 January 2012, 4:30pm


Tunisia is a part of the Arab Spring (Photo: Shahram Sharif)

The socio-political upheaval Tunisia has undergone since the revolution has led many Tunisians to question their place within this new society – Tunisia's often undiscussed LGBT community is no exception to this uncertainty.

Nuova campagna contro la transfobia in Brasile

A Coordenação do Programa Estadual DST/AIDS-SP da Secretaria de Estado da
Saúde, em parceira com a Coordenação de Políticas para a Diversidade Sexual,
vinculada a Secretaria de Justiça e Defesa da Cidadania lançou no dia
08/12/2011 a Campanha Estadual "Travesti Respeito: Olhe e veja além do
Preconceito"

A iniciativa é uma ação prevista no Plano de Enfrentamento da Epidemia Entre
Gays outros HSHs e Travestis e também no Plano de Promoção da Cidadania LGBT
elaborado pelo Comitê Intersecretarial de Defesa da Diversidade Sexual para o
biênio 2010 e 2011.

Foram elaborados um cartaz (em três versões) e dois folhetos abordando a
importância e o papel dos diferentes atores sociais no que diz respeito à
diversidade sexual em suas diferentes expressões. Um deles é destinado aos
profissionais da saúde e o outro aos demais servidores públicos do Estado de
São Paulo. Ambos enfatizam a importância do acolhimento e atendimento
humanizado como princípio e prática dos profissionais que recebem esta
população.

Também foi elaborado um webbanner para divulgação em páginas na internet, e
suporte de atividades nas redes sociais, em campanha virtual no Facebook e
Twitter, siga e compartilhe essa iniciativa.

www.facebook.com/crtdstaidssp
www.twitter.com/CRTDSTAidsSP

"Olhe e veja além do preconceito" é um convite a reflexão inteligente sobre a
forma de se ver e viver a diversidade. É um convite ao exercício diário do
respeito às diferenças e a convivência solidária.


Fonte: http://www3.crt.saude.sp.gov.br/travestirespeito/ - postato da Lorenzo
Bernini

L'Africa e l'omofobia. In ricordo di David Kato Kisule


Il desiderio di David Kato Kisule era cambiare le cose nel suo Paese. Era un attivista per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT) in Uganda. Per questo un anno fa è stato assassinato.Dany Carnassale - 25.01.2012A chi gli chiedeva perchè non fuggisse all'estero, David Kato Kisule amava rispondere che il suo desiderio era vivere e provare a cambiare le cose nel suo Paese. Era un attivista per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT) in Uganda. Per questa ragione aveva costituito nel 2004 il Sexual Minorities of Uganda (SMUG). Ma la sua battaglia prosegue anche dopo il suo assassinio.


Official: Finland responsible for fate of gay deportees


Fonte: www.yle.fi

EU-funded research suggests Finland has deported asylum seekers to countries where they could be put to death for their sexual orientation. Some have even been told to conceal their sexuality to ensure they remain safe. But a ministry official says responsibility falls on Finland if deportees are harmed in their home countries.
Most of the cases took place between 2008 and 2010. Researchers say that ten refugees were sent to countries where they could receive harsh punishments for their sexuality, but there could be more cases. More than 70 countries currently treat homosexuality as a crime.
Some African and Middle Eastern countries can sentence people to death for homosexuality, while several have fines, forced labour and long jail sentences on the statute books. Nigeria, Iran, Ethiopia, Ghana and Tanzania fall into that group.
The deportations came to light as a result of EU-funded research into the matter.
Pentti Visanen of the Interior Ministry is now examining the report. He says officials today are becoming increasingly aware of gay asylum cases. He says responsibility falls on Finland if deportees are harmed in their home countries.
Those working with gay asylum seekers say Finland encouraged them to go to safer areas of their home countries or conceal their sexuality.
Attorney Juha-Pekka Hippi says telling people to stay in the closet is a violation of human rights. Visanen of the ministry agrees, likening such advice to telling political refugees to not voice their opinions.
The Finnish Immigration Service, however, denies it sent gay asylum seekers into dangerous situations.
“Asylum is granted if the legal conditions are met and if the application is believable,” says senior inspector at the Service, Piia Pirkola-Mercier.
YLE

Appello a Monti di ZaLab


Il Presidente Monti in Libia: appello di ZaLab per rivedere gli accordi sull'immigrazione.

Per la prima volta le testimonianze dei migranti respinti nel 2009-2010 in   un nuovo documentario in uscita a marzo 2012: MARE CHIUSO di S.Liberti e A.Segre.

In vista dell’imminente incontro tra il Governo italiano e quello libico, ci rivolgiamo al presidente del consiglio, Prof. Mario Monti, con l’auspicio che già in occasione di tale incontro venga dato un chiaro e inequivocabile segnale di discontinuità rispetto alle politiche finora adottate dall’Italia in materia di immigrazione.

Tunisia: Video gay contro ministro dell'Interno


Tunisia, attacco al ministro dell'Interno
in rete un suo presunto video gay

Incredibile caso di outing nel Paese del dopo Ben Alì: per alcune ore un filmato che mostra un rapporto omosessuale di Ali Laarayedh, risalente al periodo in cui era in prigione, è stato messo online. Cancellato dopo le proteste, c'è chi parla di fotomontaggio e chi invece di trappola dell'ex polizia politica 


Di Paolo Hutter su Repubblica


TUNISI - Un outing senza precedenti nel mondo arabo.

Nella giornata di mercoledì 18 gennaio è stato postato in rete, e fatto circolare tra i contatti tunisini, un lungo video che mostra il rapporto erotico tra due compagni di cella, ripreso quasi vent'anni fa con una telecamera nascosta. Uno dei due detenuti è Ali Laarayedh, allora prigioniero politico, appartenente al partito islamista Ennahda: oggi è il ministro degli Interni del nuovo governo tunisino.